sabato 31 dicembre 2011

Un ultimo sguardo al 2011 - Parte 5


Questa breve rivisitazione degli eventi più significativi del 2011 si chiude con i mondiali di Copenaghen e con la corsa che ha chiuso la stagione, Il Lombardia

Settembre 2011

 
Campionati del mondo UCI – Gara in linea  I mondiali 2011 si svolgono nella splendida cornice che offre la città di Copenaghen,  non si potrà dire lo stesso del percorso proposto per la gara in linea, quasi completamente piatto, forse solo in Qatar vi sono percorsi con una pendenza media analoga, sta di fatto che tutti, anche i più ottimisti, prevedono un arrivo in volata a ranghi compatti. Naturale favorito, dopo l’ ennesimo exploit di vittorie al Tour, il britannico Mark Cavendish.

Così come previsto la gara segue il copione più scontato, tentativi di fuga vanificati dal grande lavoro del team britannico e arrivo in volata, a prevalere, anche questo come da copione, è proprio Cavendish, era la sua occasione, l’ha colta al balzo, piazze d’ onore per Matthew Goss e Andre Greipel.




Campionati del mondo UCI – Cronometro  In stagione le cronometro, quelle più importanti, sono state dominate da un singolo corridore, il tedesco Tony Martin, mentre Fabian Cancellara,  campione del mondo in carica, ha un po’ faticato, è probabile che non riesca a riconfermarsi.  Anche in questo caso i pronostici della vigilia vengono confermati, un Martin mostruoso si aggiudica in suo primo titolo mondiale della specialità, Bradley Wiggins conquista la seconda piazza, e Cancellara deve accontentarsi della terza.



Per i colori azzurri non è stato un grande mondiale, fortunatamente , come si verifica spesso ultimamente, sono le donne dello sport a regalarci le più grandi soddisfazioni, e in quel di Copenaghen arriva la vittoria di Giorgia Bronzini, la seconda consecutiva dopo quella di Melbourne (2010, ndr). La piacentina si impone davanti a Marianne Vos, vera “cannibale” della stagione, in cui aveva lasciato solo le briciole alle avversarie, il che rende l’ impresa danese ancor più significativa.




Ottobre 2011



Il Lombardia  Si arriva all’ ultima corsa stagionale, la classica delle foglie morte, quest’ anno revisionata, si arriva a Lecco e non più sul lungolago di Como, inoltre è stata inserita la salita inedita di Villa Vergano, 7 km al 12%, a 9 km dall' arrivo.

I favoriti per la vittoria sono diversi, in primis il super protagonista della stagione, Philippe Gilbert,  vincitore inoltre delle ultime due edizioni, Vincenzo Nibali che cercherà la prima, e nel caso vi riesca, ultima vittoria stagionale, Joaquin Rodriguez, Damiano Cunego, Michele Scarponi (secondo al Lombardia 2010), il campione italiano Giovanni Visconti ecc.

La corsa vede alcuni tentavi di fuga da parte dei big,  la fuga che riesce è poi quella dello “squalo” (Nibali), scatta ai piedi del Ghisallo, ai meno 57 km dal traguardo, un’ azione che sa di altri tempi, ma dopo 40 km in solitaria viene ripreso dal gruppo tirato dagli uomini SKY, si arriva quindi compatti ai piedi dell’ ultima salita. Sembra arrivato il momento che tutti attendono, quello dello scatto imperioso di Gilbert, invece a scattare e a lasciare tutti sul posto è il perfetto sconosciuto di turno, lo svizzero Oliver Zaugg (professionista da 8 anni e ancora zero vittorie) della Leopard Trek, che superata la salita in testa si invola verso il traguardo e verso il suo primo successo. 

 




Un caro saluto a tutti i lettori, arrivederci al 2012 !!!



giovedì 29 dicembre 2011

Un ultimo sguardo al 2011 – Parte 4 (Speciale Tour de France)


Luglio 2011

Percorso TdF 2011. letour.fr


Tour de France  Dicono che dopo le olimpiadi e i mondiali di calcio, il Tour de France sia l’evento sportivo più importante e seguito al mondo, la differenza è che il Tour si corre ogni anno.

Dopo aver vinto le ultime tre edizioni, il 2011 potrebbe non essere l’anno del quarto sigillo di Alberto Contador, il corridore di Pinto infatti, in attesa del giudizio del TAS per il caso clenbuterolo, aveva puntato tutto sulla corsa rosa, salvo poi il giudizio del TAS essere posticipato ad agosto (ora si attende per Gennaio), e garantire quindi a Contador la possibilità di prendere parte alla Grande Boucle, ma non nella forma ideale degli anni passati.

I suoi principali avversari sanno che questo potrebbe essere l’anno buono, e dedicano l’intera prima parte di stagione alla preparazione del Tour, la rosa dei candidati per il gradino più alto del podio è ampia e va da Bradley Wiggins, fresco vincitore del Giro del Delfinato, a Cadel Evans, da Ivan Basso a Andy Schleck, insomma i presupposti per un grande spettacolo non mancano.

Si inizia in Vandea, non con il classico cronoprologo ma con una tappa in linea, visto il finale in ascesa sembra essere costruita proprio per Philippe Gilbert, e il vallone non deluderà le attese.



Il primo grande pericolo del Tour, si sa, sono le cadute, e molti dei papabili protagonisti ne sono vittime già dai primi giorni di corsa, da Contador che, già nella prima tappa, perde preziosi secondi a causa di una caduta di gruppo a pochi km dal traguardo, da Gesink a Wiggins, da Van den Broeck al team Radioshack, con i ritiri in serie di Brajikovic, Horner e Kloeden.

Prima di arrivare sui Pirenei e sulle Alpi, il Tour vive delle vittorie dei norvegesi, solo due nel gruppo, Thor Hushovd e Edvald Boasson Hagen, ma ben 4 vittorie per loro (due a testa), degli sprint vincenti di Mark Cavendish (5 vittorie per il britannico) e dell’ imprevista leadership di Thomas Voeckler, figlia di una fuga lasciata andar via in maniera troppo generosa nella 9° tappa, che fa sperare un intero paese.

9a tappa, Thomas Voeckler festeggia dopo la conquista del primato. ciclismoafondo.es


Arrivati sui Pirenei, tutti, Voeckler compreso, pensano che la leadership sia destinata a cambiare, ma il francese dimostra grande grinta, e passa indenne gli arrivi di Luz-Ardiden e Plateau de Beille, anche grazie al supporto di un gregario straordinario, Pierre Rolland.

Alla vigilia della 18° tappa, prima arrivo in quota sulle Alpi, Galibier precisiamente, la classifica generale vede sempre in testa Voeckler, seguito da Cadel Evans e Frank Schleck con distacchi di 1’18’’ e 1’22’’ rispettivamente. E’ chiaro che lo spettacolo che è mancato sui Pirenei debba venir fuori sulle Alpi, altrimenti la classifica difficilmente verrà stravolta, e infatti il più giovane degli Schleck, Andy, si rende protagonista di unì azione di altri tempi, scatta sull’ Izoard, a 60 km dal traguardo, raggiunge lungo la discesa seguente il compagno di squadra Monfort, con cui percorre la valle del Loutaret, e che lo aiuta a non perdere nemmeno un secondo dagli inseguitori, permettendogli di iniziare la scalata al Galibier con più di quattro minuti di vantaggio.

Andy Schleck mentre scala il Galibier. ciclismoafondo.es
Dietro nessuno organizza l’inseguimento al lussenburghese, salvo poi Cadel Evans prendere in mano la situazione e tirare da solo il gruppo dei migliori per tutta l’ultima ascesa, azione che gli varrà molto. Alla fine la classifica cambia radicalmente per Andy, ma il leader resta sempre Voeckler, anche se vede ridotti i distacchi 15’’ su Andy,  e 1’08’’ su Frank Schleck, Andy ha inoltre un vantaggio di 57’’ su Evans.
E' chiaro che ormai, a meno di miracoli per quanto riguarda il francese, saranno gli Schleck ed Evans a contendersi la vittoria.



L’ ultima tappa sulle Alpi, con arrivo sull’ Alpe d’Huez, vede la definitiva resa di Thomas Voeckler, forse un pò troppo fiducioso nei propri mezzi, cerca di seguire Contador e Schleck, in fuga già dopo pochi km di corsa, azione che pagherà poi fortemente. Anche lo spagnolo tenta l’impresa, ma stavolta è troppo anche per lui, Evans riesce a rimanere agganciato ad Andy e si arriva all’ ultima tappa, cronometro individuale a Grenoble, con Andy in maglia gialla, ma con quei 57’’ di vantaggio che, per uno che contro il tempo non va, sono pochini, e infatti l’ australiano, corre la cronometro della vita, quasi la vince (solo 7’’ da Tony Martin), e scalza Schleck dal trono.

Cadel Evans in azione a Grenoble. ciclismoafondo.es

Il Tour 2011 è suo.


Cadel Evans festeggia la sua prima vittoria al Tour. ciclismoafondo.es





martedì 27 dicembre 2011

Un ultimo sguardo al 2011 - Parte 3


Maggio 2011

Contador festeggia in Piazza del Duomo. ciclismoafondo.es
                            
Giro d’ Italia  Il primo Giro lo aveva vinto quasi per caso, il secondo lo domina, e per farlo, ad Alberto Contador basta una tappa, quella dell’ Etna. 





Giugno 2011

Tour de Suisse  Oltre al vincitore Levi Leipheimer,  sono due i grandi protagonisti della corsa a tappe elvetica:  Damiano Cunego e Peter Sagan. 

Il veronese riscatta le opache prestazioni del 2010, disputa in Svizzera una delle sue migliori corse a tappe, potrebbe vincerla se non fosse per la cronometro conclusiva, ma lì proprio non va, comunque buone notizie in vista del Tour de France. 

Il 2011 è sicuramente l’anno della consacrazione per Sagan,  che lo slovacco fosse forte e di sicura prospettiva lo si sapeva, ma iniziando dalla Svizzera, e proseguendo poi con Polonia (Tour de Pologne) e Spagna (Vuelta a Espana) inizia a vincere tappe a raffica, diventando uno dei corridori più temuti da tutto il gruppo, tanto da diventare uno dei favoriti per la vittoria mondiale.  

Bellissimo il finale dela 3a tappa del Tour de Suisse, in cui dopo una super discesa raggiunge proprio Cunego, che aveva scollinato in testa dopo una grande progressione,e lo batte in volata.




lunedì 26 dicembre 2011

Un ultimo sguardo al 2011 - Parte 2

Aprile 2011

E' il mese del grande slam di Philippe Gilbert, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi vinte nella stessa stessa stagione, nel giro di una settimana, prima di lui solo Davide Rebellin, nel 2004, era riuscito nell' impresa.
Sono vittorie che lasciano pochi dubbi, è lui il dominatore indiscusso delle corse di un giorno, vince sfoggiando  le sue doti migliori nel massimo della maturità, velocità, potenza e intelligenza tattica al servizio di due gambe che, quando la strada impenna, spingono sui pedali come nessun altro nel gruppo è in grado di fare, come dimostra il vuoto che c'è dietro di lui una volta giunto al traguardo, vedere per credere...

                                                        Amstel Gold Race

 
  

Freccia Vallone

 


Liegi-Bastogne-Liegi 

Prima di questa corsa, Gilbert aveva dichiarato che era il suo sogno fin da bambino, quello di vincere sul    traguardo di Liegi, avrebbe dato indietro anche le vittorie ad Amstel e Freccia, ma non c'è stato bisogno...

                              

sabato 24 dicembre 2011

Un ultimo sguardo al 2011 - Parte 1

L' avventura di questo blog inizia con una rivisitazione dei momenti più emozionanti e significativi della stagione ormai conclusasi, uno scorrere di parole, immagini e suoni ormai familiari, ma che costituiscono l'antipasto più gustoso in vista della stagione 2012 che inizierà a breve (Tour Down Under, 15 - 22 gennaio).

Marzo 2011

Montepaschi Strade Bianche - In una delle corse di più recente origine, ma di più antico fascino, brilla l' immensa stella di Philippe Gilbert, sarà il preludio di un' annata trionfale per il vallone.



Tirreno-Adriatico Un' altro corridore che inizia bene la stagione e la concluderà meglio è sicuramente Cadel Evans, è l'anno della consacrazione per l' australiano, descritto da sempre come l'eterno secondo, riesce a togliersi lo scomodo nomignolo vincendo nel 2009 a Mendrisio il campionato del mondo, non contento però si regala un 2011 da sogno, vediamo da dove aveva iniziato...



Milano - Sanremo La prima grande sorpresa della stagione arriva al traguardo della super classica, anche se alcuni dei soliti noti, Ballan, Cancellara, Gilbert e Pozzato sono tra i primi 5 al traguardo, a superarli è un giovane velocista australiano dell' HTC,  Matthew Goss, ormai ex compagno di squadra di Cavendish.
Confermerà poi le sue buone doti ai campionati del mondo, superato proprio dal britannico si accontenterà del secondo gradino del podio, ma le premesse per una grande rivincita ci sono tutte, la prima grande occasione sarà proprio alla prossima Milano-Sanremo, Goss cercherà il secondo successo in fila, Cavendish già sogna di alzare le braccia davanti a tutti con tanto di iride in bella mostra.